SOCIETA’ SEMPLICI – I CONFERIMENTI

SOCIETA’ SEMPLICI – I CONFERIMENTI

Pubblicato il 28 aprile 2016 alle 20.40

La base normativa del conferimento delle società di persone è contenuto nell’art. 2253 c.c. , il quale prevede che << il socio è obbligato ad eseguire i conferimenti determinati nel contratto sociale. Se il contratto sociale non li determina, si presume che i soci siano obbligati a conferire in parti uguali tra loro quanto è necessario per il conseguimento dell’oggetto sociale >>.

Una particolare tipologia di conferimenti riguarda i crediti, per i quali << il socio che ha conferito un credito risponde dell’insolvenza del debitore nei limiti dell’art.1267 per il caso di assunzione convenzionale della garanzia >>. Ciò significa che il socio risponde dell’eventuale insolvenza del debitore, in riferimento al credito conferito nella società, nel limite del valore della quota sottoscritta riferita a tale conferimento. Di conseguenza la responsabilità del socio non si estende al valore intero del credito conferito, ma è limitata sulla quota ricevuta (Es: Il socio X ha effettuato in conferimento di un bene valutato 10.000 € e un credito di € 600 a cui è stato attribuito una maggiorazione di quota sociale pari a 500 €: nel caso specifico il socio risponde dell’eventuale insolvenza del debitore nel limite di € 500).

Nella società semplice non esiste alcuna norma dalla quale si può desumere la necessità che il capitale abbia una certa consistenza o composizione, di conseguenza viene riconosciuto ai soci la libertà di effettuare qualsiasi tipologia di conferimento. Se ne conviene come nelle società di persone è possibile conferire anche le prestazioni di servizi, per cui è ammessa la figura del socio d’opera.

In riferimento a quest’ultima figura, l’art. 2263 prevede che << la parte spettante al socio che ha conferito la propria opera, se non è determinata dal contratto, è fissata dal giudice secondo equità >>. La quota sociale attribuita al socio d’opera in cambio della sua prestazione lavorativa o di servizi deve essere riportata all’interno dell’atto costitutivo: se niente è riportato in tale documento, lo stesso sarà determinato dal Tribunale.

Ultima particolarità è riferita al conferimento di beni in godimento, per i quali si prevede che << i soci che hanno conferito beni in godimento hanno diritto a riprenderli nello stato in cui si trovano. Se i beni sono periti o deteriorati per causa imputabile agli amministratori, i soci hanno diritto al risarcimento del danno a carico del patrimonio sociale, salva azione contro gli amministratori >>.

Dott. Caglieri Simone

Categorie: Tutte le notizie, Diritto societario e civile

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