Art. 1901 codice civile – Mancato pagamento del premio


I Principi fondamentali degli art. 1901 e 1924

Il vecchio codice non dettava alcuna norma relativa al pre-mio e all’obbligo del suo pagamento : la sua disciplina rimaneva cosi abbandonata, oltre che alle polizze, alle norme generali sull’adempimento delle obbligazioni, e specialmente delle obbligazioni pecuniarie.

Il nuovo codice si è soffermato soltanto sugli effetti dell’inadempirnento.

Il sistema impostato dal codice con due articoli, i1 1901 e per le assic. vita il 1924, è il seguente :

A) L’inadempimento all’obbligo del pagamento del premio unico o della prima rata di premio (art. 1901) o, nell’assic. vita, del premio del primo anno, anche se diviso in più rate (art. 1924), ha come conseguenza :

a) la sospensione dell’efficacia del contratto fino alle ore 24 (10 giorno in cui ii contraente ha pagato quanto è da lui dovuto :

b) il potere dell’assicuratore di agire per l’adempimento entro sei mesi dall’inadempimento ;

c) la risoluzione

ipso iure

del rapporto assicurativo allo scadere del termine dei sei mesi dall’inadempimento, se l’assicuratore non ha agito per l’adempimento. In tal caso l’assicuratore ha diritto soltanto al premio relativo al periodo in corso e al rimborso delle spese.

B) L’inadempimento dell’obbligo del pagamento delle successive rate di premio o, nell’assic. vita, del premio degli anni successivi :

a) nell’assicurazione danni (art. 1901) da luogo agli stessi effetti ai quali da luogo l’inadempimento della prima rata di premio (sopra

sub

a) ;

b) nell’assicur. vita (art. 1924), decorso il termine di tolleranza stabilito in polizza, o, in mancanza, fissato dalla legge in venti giorni dalla scadenza, il contratto è risolto di diritto e i premi pagati restano acquisiti all’assicuratore, salvo che non sussistano le condizioni per il riscatto o la riduzione.

Premio netto e premio lordo I1 premio (premio lordo) e costituito dalla somma dei seguenti elementi :

a) Premio netto, cioè l’equivalente matematico del rischio. Come unità base (percentuale tariffa) esso viene calcolato secondo le leggi della probabilità : calcolo di massa quasi preciso nell’assic. vita, nella quale la base della frequenza dei sinistri (tavole di mortalità ecc.) permette un metodo tecnico pia perfezionato ; molto approssimativo, in-vece, nelle assicurazioni danni, nelle quali la frequenza dei sinistri e nota con minore esattezza. Come ammontare complessivo esso viene calcolato con l’applicazione della tariffa percentuale in relazione alla somma assicurata, tenendo eventualmente conto anche del valore assi-curabile agli effetti della sotto assicurazione.

b) Caricamento, costituito a) dalle tasse relative al contratto e ai premi [3) dalla provvigione di acquisto 7) dalle spese per l’emissione della polizza e a) da una quota di ammortamento delle spese generali. interessi passivi ecc.

Le tariffe ed i caricamenti, prima di essere adottate dall’assicuratore, devono essere preventivamente approvate (con decreto autonomo nel-l’assic. vita, con lo stesso decreto di autorizzazione nell’ass. danni) dell’autorità amministrativa.

Premio unico e premio periodico II premio può essere unico, cioè dovuto una volta tanto, di solito al momento della conclusione del contratto (ad es. specialmente nell’assic. trasporti, viaggio, ecc.) ovvero periodico, quando e dovuto periodicamente, di solito (ma non sempre, secondo i rami) annualmente, in relazione ai periodi di tempo (di solito anno, ma anche mesi o settimane) nei quali viene suddivisa la durata del rapporto. In tal caso si parla di primo premio, cioè di premio relativo al primo periodo, e di premi successivi relativi cioè a ciascun periodo successivo. Il premio di ciascun periodo può anche essere suddiviso in rate (ad es. assic. vita : art. 1924) di pagamento (semestrali, trimestrali, ecc.) le quali non vanno confuse con il periodo di premio.

Date le necessità tecniche del calcolo del premio e quelle amministrative relative alle riserve e alle spese, si è venuto affermando — ed ormai sancito in numerose disposizioni di legge il principio del premio : in caso di annullamento o risoluzione anticipata per qualsiasi motivo, essendo il premio indivisibile sulla sua unita periodica. l’assicuratore ha diritto al pagamento del premio relativo al periodo in corso : cfr. artt. 189o, 1891, 1896, 1898, 1901, 1909, 1918,

Obbligo del pagamento del premio : natura I1 pagamento del premio costituisce l’oggetto di un vero e proprio obbligo in senso tecnico.

Tale concetto, da tutti accolto per l’assicurazione contro i danni, e stato invece posto in dubbio nell’assicurazione sulla vita, nella quale l’assicuratore non ha azione per costringere l’assicurato al pagamento del premio successivo al primo (cosi ora espresso l’art. 1924). E si è parlato cosi di facoltà anziché di obbligo, ovvero di contratto annuo tacitamente rinnovabile anno per anno.

Ma in realtà il contratto di assic. sulla vita e un contratto unico di durata di solito poliennale soltanto, dato che sotto il profilo economico a impossibile stabilire e vincolare rigorosamente per lungo tempo l’attività di risparmio di un individuo, il contratto è risolubile di anno in anno da parte dell’assicurato e la risoluzione può avvenire con il non pagamento del premio e la domanda di riscatto, ove sussistano i presupposti. Iniziato però l’anno, l’assicurato e obbligato al premio relativo al periodo in corso, in base al principio sopra visto dell’indivisibilità del premio e l’assicuratore ha azione per tale pagamento. Anche nell’assic. vita, dunque, finche il contratto non si risolve, il pagamento del premio costituisce l’oggetto di un vero e proprio obbligo in senso tecnico.

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La promessa di questo obbligo sta, come abbiamo detto, in relazione sinallagmatica (o talora condizionale) con la promessa dell’obbligazione dell’assicuratore, subordinata ad un termine o ad un presupposto

incertus an.

Debitore e creditore Obbligato alla prestazione del pagamento del premio cioè debitore è colui che ha concluso o nel cui nome e stato concluso il contratto e ciò tanto nell’assicur. per conto proprio, quanto nell’assicur. per contro altrui o in quella per conto di chi spetta, nelle quali ii terzo assicurato non è obbligato neppure in via sussidiaria.

Naturalmente, se l’obbligo incombe nel contraente, il pagamento potrà sempre essere validamente effettuato in base e nei limiti delle norme generali (art. 1189) da un terzo (ad. es. l’assicurato nell’assicura-zione p. c. altrui o di chi spetta).

Creditore è l’assicuratore : il pagamento va quindi fatto a lui o al suo agente, o fornito di rappresentanza al riguardo (potere d’incasso) ovvero in veste di nuncius (con quietanza dell’assicuratore o del suo rappresentante.

L’adempimento : tempo dell’adempimento Il tempo del pagamento (scadenza) viene determinato in polizza.

Il premio deve essere pagato anticipatamente : se unico, al momento della conclusione del contratto (art. 1183) che talora (supra sub art. 1887) e al pagamento subordinata ; se periodico, il primo al momento della conclusione del contratto, e il successivo all’inizio di ciascun periodo. Per i premi successivi al primo, le polizze prevedono di solito un ter-mine di tolleranza.1 In mancanza di tale convenzione, nelle assicur. danni vi e un termine di tolleranza di quindici giorni (art. 1901, 2° com­ma) ; nelle assic. vita, invece, un termine di tolleranza stabilito dalla legge (art. 1924) di venti giorni. Il mancato pagamento del premio entro i1 termine di scadenza costituisce inadempimento, in quanto, se l’assicurato non provvede al pagamento del premio nel termine di tolleranza, riprende ad ogni effetto tutto il suo vigore il termine di scadenza del premio

Luogo dell’adempimento Secondo i principi, dato che i1 premio e costituito da una somma di denaro, il luogo del suo pagamento è il domicilio del creditore (articolo 1182, 2 cpv.) cioè dell’assicuratore, intendendo per tale luogo, salvo convenzione contraria, la sede della Società o Istituto, ovvero dell’agente generale fornito di potere di incasso che ha (o attraverso il quale si è) concluso il contratto. Data la nuova norma dell’art. 1182, l’eventuale patto di polizza che stabilisce il pagamento al domicilio dell’assicuratore non costituisce più — come sotto il dominio dell’art. 1249 del vecchio codice che indicava come luogo del pagamento il domicilio del debitore — una deroga alla legge bensì una sua conferma convenzionale, con la virtù di escludere un eventuale uso contrario (art. 1182).

La polizza può invece stabilire per avventura che it pagamento debba essere effettuato al domicilio del contraente. In tal caso nulla quaestio : il pagamento deve essere effettuato al domicilio del contraente entro il termine di scadenza o, se è stabilito, di tolleranza. Perché vi sia inadempimento occorre però la costituzione di mora (art. 1219).

Quando la polizza nulla stabilisce o ripete la norma dell’art. 1182 e d’altro canto, per sollecitare la riscossione del premio, l’assicuratore fa incassare ripetutamente il premio da propri agenti al domicilio del contraente, risorge, negli stessi termini nei quali si presentava sotto il vecchio codice, la questione ben nota se tale pratica costituisca una pura pratica di correntezza, incapace di modificare il patto di polizza e, in mancanza, la legge, ovvero una deroga convenzionale, tale che 11 debitore possa per i premi successivi attendere legittimamente la richiesta, e quindi la costituzione in mora, al suo domicilio.1 Le polizze stabiliscono di solito chiaramente che l’incasso a domicilio costituisce una pratica di mera correttezza e non una deroga al contratto : e in tal caso vale senz’altro la prima soluzione. In mancanza di tale clausola, è da ritenersi giuridicamente corretta e corrispondente ad equità la seconda soluzione.3

Mezzo di pagamento Il premio deve essere pagato in contanti. Talvolta le polizze, specie quelle poliennali contro la grandine, prevedono d rilascio di cambiali da parte del contraente. In tal caso — salva l’ipotesi di ben chiara volontà delle parti di considerare il rilascio delle cambiali come novazione pro soluto (il che di rado accade) — le cambiali vengono rilasciate pro solvendo a garanzia del pagamento del premio, che deve essere regolarmente pagato alla sua scadenza. Se però la cambiale, rilasciata pro solvendo, porta una data .posteriore di scadenza, la scadenza del premio dovrà ritenersi prorogata.5

L’inadempimento : effetti dell’inadempimento

Nel regime del vecchio codice, in caso di inadempimento all’obbligo del pagamento del premio da parte del contraente, in mancanza di apposita sanzione per patto di polizza, all’assicuratore non restava che agire per l’inadempimento coattivo, ovvero per la risoluzione (art. 1165) potendo inoltre in caso di sinistro opporre alla richiesta dell’assicurato l’exceptio inadimpleti contractus.

Quasi sempre, però, le polizze stabilivano convenzionalmente gli effetti del mancato pagamento del premio, decorso l’eventuale termine di tolleranza, e comminavano o la sospensione dell’obbligo dell’assicuratore, ovvero la risoluzione ipso jure, ovvero (specialmente nell’assic. vita) un termine di sospensione entro il quale il contraente poteva pagare efficacemente il premio riattivando cosi gli effetti del contratto col semplice fatto del pagamento o previo consenso della compagnia (spec. nell’ass. vita, in seguito a visita medica). Scaduto invano il termine di sospensione ‘aveva luogo la risoluzione ipso iure del rapporto.

II sistema adottato dalle polizze è stato seguito dal nuovo codice, il quale, salvo convenzione contraria (l’art. 1901 e derogabile salvo il 20 cpv. che è derogabile soltanto a favore dell’assicurato, nel senso della possibilità di un termine convenzionale di tolleranza), stabilisce che il mancato pagamento del premio dà luogo :

a) alla sospensione dell’obbligo dell’assicuratore : ab initio se si tratta di premio unico, o della prima rata di premio ; a decorrere dalle ore ventiquattro dal quindicesimo giorno dopo quello della scadenza (e dell’eventuale termine convenzionale di tolleranza) se si tratta di premio successivo, e fino alle ore ventiquattro del giorno del pagamento.

Poiché il pagamento del premio ha effetto ex nunc dalle ore ventiquattro del giorno in cui viene effettuato, se durante il periodo di sospensione prima del pagamento si verifica. un sinistro l’assicuratore non e obbli­gato. Salvo convenzione contraria, la efficacia del contratto (riattivazione) riprende ipso jure per il fatto del pagamento senza bisogno di consenso dell’assicuratore. Durante il periodo di sospensione l’assicuratore può agire per l’adempimento coattivo ;

b) decorso un termine di sei mesi dalla scadenza dell’obbligo del pagamento del premio, o della rata di premio, senza che i1 contraente abbia pagato o l’assicuratore abbia agito per l’adempimento, il con-tratto e risolto ipso jure, ma, col consenso delle parti, e riattivabile con tardivo pagamento.

Quest’ultima norma vale per tutte le assicurazioni, quando si tratta del premio unico o del primo premio ; vale invece solo per le assic. contro i danni (per le assic. vita infra sub art. 1924) quando si tratta di premio successivo. Essa e stata dettata per impedire che, per una prolungata inerzia dell’assicuratore nel non esercitare l’azione per l’adempimento coattivo, l’obbligo del pagamento del premio si prolunghi invano nel tempo portando il premio dovuto ad un eccessivo ammontare di fronte al quale non vi è più alcun corrispettivo, non essendo l’assicuratore ob­bligato.

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